"Per oggi non si cade"
spettacolo scritto da Manlio Santanelli diretto e interpretato da
Roberto Maria Azzurro
Premessa
Dopo anni di frequentazioni con il teatro e la narrativa di Manlio Santanelli, Roberto Maria Azzurro porta in scena ancora una volta un suo racconto Sfida come sempre audace, trattandosi di un racconto nato per la pagina scritta, la cui storia si svolge a Napoli, tra le impervie e suggestive strade di una città vivace e coinvolgente, così come suggestiva e allo stesso tempo coinvolgente è la scrittura che l’autore utilizza per questo racconto. E come sempre acute iperboli linguistiche da montagne russe, fenomenali costruzioni sintattiche da fuochi d’artificio.
Anche questo un racconto di parole spericolate, di acrobazie verbali, di atmosfere reali eppure oniriche. Di immagini di oggetti ammattiti, di musiche e immagini familiari e sconosciute, accorate e pericolose. Un piccolo viaggio nella suggestione del racconto come forma di comunicazione, la più antica, la più contemporanea, la più rischiosa, la più seducente.
La storia
Cosa succederebbe se, a causa di un esperimento divino o di un insolito fenomeno naturale, Napoli per un giorno rimanesse senza forza di gravità? E’ ciò che si racconta nel testo “Per oggi non si cade”, che si propone un’analisi narrativa del malcostume napoletano nello smaltimento dei rifiuti.
Il testo è concepito come un torrenziale avvicendarsi di episodi, che vedono i cittadini napoletani sperimentarsi per un’intera giornata con un insolito fenomeno naturale, ossia la sospensione temporale della forza di gravità.
Detto fenomeno esercita sull’immaginario di tutti un incontrollabile frenesia, che si traduce in un incomposto desiderio di liberarsi di ogni cosa ritenuta superflua – in prima istanza la “monnezza” – consegnandola all’etere che, per essere finita fuori causa la caduta dei gravi, la conserverà a mezza altezza o l’affiderà al vento, dando così luogo a migliaia di improbabili aquiloni (anche umani).
In forza di questo nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti, la città di Napoli si troverà sotto una coltre di oggetti e materiali d’ogni genere, in un carnevale di esibizioni narcisistiche, di rivolte contro ogni norma a presidio di una convivenza civile, e di altre manifestazioni dovute alla illimitata fantasia della popolazione.
Purtroppo la situazione è destinata a durare soltanto un giorno; e così, quando la forza di gravità “riprenderà servizio”, l’intera cittadinanza dovrà fare i conti con il crollo di quella eterogenea coltre venutasi a formare a causa del suo irresponsabile comportamento.